Informazioni

Orari di Apertura

Apertura Festiva

Mattino dalle ore 7,00 alle ore 12,45
Pomeriggio dalle ore 15,00 alle ore 18,45

Apertura Feriale

Mattino dalle ore 6,45 alle ore 11,30
Pomeriggio dalle ore 15,00 alle ore 18,30

Orari delle Celebrazioni

S. Messe Festive
(in Basilica):

ore 7,30
ore 9,00
ore 10,30
ore 12,00
ore 16,00
ore 18,00

S. Messe Feriali (escluso sabato pomeriggio)
(in Santuario)

ore 7,00
ore 8,00
ore 10,00
ore 16,00

Il giovedì solo alle ore 16


Sabato pomeriggio
:

ore 16,00 ore 18,00

Confessioni
(in Basilica):

Giorni feriali:
dalle ore 8,00 alle 11,00
dalle ore 15,00 alle 18,00
Il giovedì solo dalle 15,00 alle 18,00

 

Giorni festivi:
dalle 7,30 alle 12,30
dalle 15 alle 18,30

Rosario

Da lunedì a sabato:
alle ore 15,30;
Domeniche e feste di precetto:
alle ore 15,30

Via Crucis

Ogni venerdì di quaresima:
alle ore 15,30

Processione

Primo sabato del mese dopo la S. Messa delle ore 16:

PROCESSIONE dalla Basilica al Santuario

Festa Patronale

8 settembre
Natività di Maria

Celebrazioni Varie

Ogni giovedì (in Santuario) Dalle ore 10,30 alle 12,00 e dalle 16,30 alle 18,00 Adorazione Eucaristica per le vocazioni sacerdotali e religiose maschili e femminili. Programma dettagliato
Ogni venerdì di Quaresima (in Basilica)

Ore 15,30: Via Crucis.
Segue S. Messa

Primo sabato del mese (in Basilica) Ore 16: S. Messa per gli Amici del Santuario
Prima domenica del mese (in Basilica) Ore 16: S. Messa per il Movimento per la Vita.
Seconda domenica del mese (in Basilica) Ore 16: S. Messa per le Famiglie e le Vocazioni
Terza domenica del mese (in Basilica) Ore 16: S. Messa per gli Ammalati
Quarta domenica del mese (in Basilica) Ore 16: S. Messa per la Diocesi e le realtà della Chiesa Locale

Nota: Ogni sabato e domenica mezz’ora prima della S. Messa si recita il S. Rosario in Basilica; al termine della S. Messa del primo sabato del mese si va in processione al Santuario, attraverso il chiostro, per la preghiera alla Madonna delle Grazie.

Celebrazioni del Vescovo Pierantonio Tremolada presso il Santuario

  • Giovedì 8 settembre 2022: ore 18 S. Messa nella Natività della B. V. Maria
  • Sabato 31 dicembre 2022: ore 18 S. Messa di Ringraziamento (canto del “Te Deum”)

Indulgenza Plenaria

Dal decreto della Penitenzieria Apostolica  che concede l’Indulgenza plenaria (Prot.  N. 533/09/I)

La Penitenzieria Apostolica concede l’Indulgenza plenaria alle condizioni consuete (Confessione sacramentale, Comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice)  compiute  nel modo dovuto, dai fedeli cristiani veramente penitenti nella Bresciana Basilica della B. Maria Vergine delle Grazie, se assisteranno con devozione a qualche sacra funzione, o almeno reciteranno il Padre Nostro e il Credo:

  1. Nel giorno di festa del titolo della basilica Liberiana – S. Maria Maggiore (5 Agosto);
  2. Nel giorno di festa del titolo dello stesso Santuario (8 settembre);
  3. Nelle solennità liturgiche della  B. Vergine Maria: Immacolata (8 dicembre), Madre di Dio (1 gennaio), Annunciazione (25 marzo), Assunzione (15 agosto);
  4. Una volta all’anno, nel giorno a libera scelta di ciascun fedele;
  5. Ogni volta che vi verranno pellegrini per devozione in gruppo numeroso.

La Basilica papale di Santa Maria Maggiore, primo tempio dedicato alla Santissima Madre di Dio, gloria e lode del Concilio di Efeso, lungo i secoli brillò per la devozione del popolo di Dio e specialmente dei Romani Pontefici, che l’hanno seguita assai  con benefici spirituali.
A rinnovare il vincolo spirituale con la Basilica Papale Liberiana conduce un particolare legame, detto VINCOLO SPIRITUALE DI AFFINITÀ, in forza del quale sono concesse le indulgenze plenarie fra quelle di cui gode la stessa Basilica di Santa Maria Maggiore.

Significato dell’Indulgenza Plenaria

“È precisamente attraverso il ministero della sua Chiesa che Dio espande nel mondo la sua misericordia mediante quel prezioso dono che, con nome antichissimo, è chiamato indulgenza” (Giov. Paolo II, Incarn. myster. 1998). Con queste parole Giovanni Paolo II continuava l’opera di “rinnovamento” sullIndulgenza iniziata da San Paolo VI con un importante documento in cui insegna che questa grande manifestazione dell’amore di Dio attraverso la chiesa è proporzionata all’impegno personale del penitente e suggerisce ai fedeli il senso della partecipazione alla Comunione dei Santi, il fervore della carità (specialmente verso defunti), lo spirito di preghiera e di sacrificio. La Chiesa, avendo ricevuto da Cristo il potere di perdonare in suo nome, è nel mondo la presenza viva dell’amore di Dio che si china su ogni umana debolezza per accoglierla nell’abbraccio della sua misericordia.
È dunque evidente che l’indulgenza, così come viene intesa dalla Chiesa, non è affatto una specie di condono automatico, ma è un dono grande della misericordia del Padre, ricevuto attraverso la mediazione della Chiesa. Il disordine che arreca ogni peccato, in quanto male e cioè la privazione del bene, è una ferita a sé e al corpo mistico di Cristo: la Chiesa. La fede e la carità, che si esprimono negli atti indulgenziati, guariscono e riparano i nostri cuori – e la Chiesa stessa – da tali ferite.
Possiamo dire che ogni peccato, in quanto male e cioè privazione di bene, produce una ferita al peccatore e a tutto il corpo mistico di Cristo.
La fede e la carità, che si esprimono negli atti indulgenziati, guariscono e riparano i nostri cuori – e la Chiesa stessa – da tali ferite. Per ottenere l’indulgenza plenaria, oltre all’opera prescritta, occorrono tre condizioni: Confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice, con la quale si esprime al tempo stesso il filiale amore verso il successore di Pietro e la tutta Chiesa.
Si richiede inoltre – questo va tenuto ben presente – che sia escluso qualsiasi affetto al peccato anche veniale.  La condizione necessaria per l’indulgenza plenaria è il distacco completo e pieno dal peccato, anche veniale.
Direi innanzi tutto che da qui si vede con chiarezza come l’indulgenza sia un dono e non un acquisto: il distacco dal peccato, infatti, non può essere se non opera della Grazia. Dio stesso, che ci ha amato per primo, libera l’uomo dai lacci e dai condizionamenti che l’uso disordinato della propria libertà ha comportato.
Possiamo dire che l’uso delle indulgenze ci indica che bisogna imparare ad amare Dio e il prossimo. L’indulgenza appare così come un momento intenso della vita di fede.