Il complesso monumentale

Quando i bresciani dicono “Madonna delle Grazie” intendono riferirsi ad un luogo loro tanto caro, ricco di storia e arte, oltre che di fede.
E non si tratta di un luogo solo ma, si potrebbe dire, di un complesso Monumentale formato da una basilica, un santuario, collegati da un chiostro, e da un ex monastero (oggi, in parte, scuola pubblica).

La struttura della chiesa delle Grazie, elevata nel 1961 al rango di “Basilica Romana Minore” con decreto di Papa Giovanni XXIII, fu progettata dall’architetto Lodovico Barcella da Chiari e realizzata a partire dal 1522, per accogliere i frati Gerolimini la cui chiesa nella zona di Borgo Pile era stata abbattuta (1517).

FACCIATA

La chiesa presenta una semplicissima facciata, un bel portale del XV secolo, ricco di sculture, proveniente dalla demolita chiesa gerolomina di Borgo Pile, mentre i due leoni di marmo rosso sono più antichi; la porta lignea fu intagliata da Filippo Morari (1490).

INTERNO DELLA BASILICA

L’interno è costituito da tre navate divise da colonne corinzie, con esuberante decorazione barocca in stucco, ori e a fresco; presenta affreschi di grandi artisti quali Grazio Cossali, Francesco Giugno, Antonio e Bernardino Gandini, Pietro Marone, Tiburzio Baldini e Palma il Giovane.

Tele ed affreschi illustrano una sintesi di storia mariana di grandissimo valore; negli altari laterali, sono visibili testimonianze degli ordini religiosi che sono stati presenti.

In particolare, lungo la navata destra, a partire dall’ingresso principale, si possono ammirare molteplici opere:

  •  “Il Martirio di Santa Barbara”, di Pietro Rosa (primo altare);
  •  “S. Francesco Saverio tra i Giapponesi” di Pietro Rotari (secondo altare) (1745);
  •  “Ss. Lucia e Apollonia” di Alessandro Maganza (terzo altare) (1603)
  •  “S. Antonio abate, S. Antonio di Padova e S. Nicola da Tolentino, copia del Moretto eseguita dallo Schermini (sec. XIX), e Natività” forse di Callisto Piazza (quarto altare).
  • Nella Cappella in testa alla navata la “Madonna col Bambino e Santi” della scuola del Moretto e il “Miracolo di  S. Martino” di Francesco Maffei.
  • Presso l’inizio del presbiterio, monumento al cardinale Uberto Gambara, del 1560.

Nel Presbiterio, dove è custodito l’Organo dei Fratelli Serassi (1845), si possono ammirare:

  • la “Presentazione al Tempio”, di Antonio Gandini;
  • l’ “Adorazione dei Magi” di Grazio Cossali;
  • lo “Sposalizio della vergine” di Tiburzio Baldini;
  • l’ “Annunciazione” di Antonio Gandini;
  • la “Natività” di Camillo Procaccino;
  • la “Natività di Maria” e “Maria al Tempio” di Antonio Gandini.
  • la pala dell’altare maggiore: “Nascita di Gesù” (copia moderna dell’originale del Moretto ora nella Pinacoteca Tosio- Martinengo).

In testa alla navata sinistra vi è la “Cappella del Crocifisso con la Madonna e S. Carlo Borromeo”.

Lungo la navata sinistra, a partire dall’ingresso principale, si possono vedere:

  • la “Madonna delle Grazie e Santi” di Paolo da Cailina il Giovane (1543) (primo altare); nella nicchia: Reliquia del Beato Polo VI;
  • la “Madonna della Misericordia e Santi” (sec. XVII) (secondo altare);
  •  la “Madonna col Bambino e Santi” di Antonio Paglia (terzo altare);
  • “S. Anna e S. Gioacchino” di Pier Maria Bagnadore (1550- 1616) e “Immacolata” di Giuseppe Tortelli (quarto altare).

Sulla controfacciata, “Strage degli Innocenti”, di Tiburzio Baldini.

CHIOSTRO

A sinistra della facciata si entra nel chiostro, grazioso cortiletto rinascimentale a portici, rimaneggiato nel 1951, con fontanella sormontata dalla Madonna, di Sante Callegari il Vecchio, la cui acqua si ritiene benedetta da San Carlo Borromeo nella sua visita nel 1580.

Sono di notevole valore artistico gli ex-­voto che ornano le pareti del chiostro come pure la fontana.

Una copia dell’immagine miracolosa della Madonna delle Grazie è affrescata nella parete del chiostro in memoria della visita di S. Pio X, presente come Vescovo di Mantova durante le feste dell’Incoronazione del 1886.

IL SANTUARIO

Dal cortiletto a sinistra l’accesso al Santuario, in origine Chiesa degli Umiliati, che qui avevano la loro sede, riccamente ricostruito da Antonio Tagliaferri (1880-1886).

Il Santuario si presenta con colonnati e pareti rivestiti in marmo, emblemi mariani, stemmi e colonnette a spirale, lo decorano due affreschi di Modesto Faustini, mentre gli altri dipinti, rappresentanti scene della vita di Maria (“La Natività di Maria”, “L’Annunciazione”, “La Visita di Maria ad Elisabetta”, “Lo sposalizio di Maria”, “Maria ai piedi della Croce”, La Dormizione”)  e alcune immagini di donne dell’Antico Testamento, sono opera di Cesare Bertolotti; all’altare, la Natività, affresco di scuola foppesca (Andrea Bembo?).

In una sua visita il Fogazzaro ebbe a dire che era “il più bel Santuario moderno d’Italia”.

(Note tratte in parte da: Anna Tomasoni: Un luogo ricco di arte e di storia, articolo pubblicato sul Notiziario “Le Grazie” n. zero – 2006).

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