Note storiche e avvenimenti importanti

Descrizione storica del Santuario

  • 8 settembre 1290: Il Vescovo Berardo Maggi pone la prima pietra del Santuario dei Padri Umiliati da Palazzolo, che vi collocano l’immagine della Madre di Dio già sacra alla pubblica venerazione.
  • 1517: I frati Gerolimini, cui furono atterrati chiesa e convento di S. Maria delle Grazie fuori Porta Pile, ne trasportarono il nome a questo Santuario posseduto per commenda dal Cardinal Uberto Gambara, che lo cede loro con atto 3 dicembre 1519.
  • 28 marzo 1522: Il Vescovo Paolo Zane pone la prima pietra della chiesa grande edificata dai detti frati su disegno di Ludovico Barcella di Chiari.
  • 22 maggio 1526: Prima manifestazione miracolosa dell’immagine della Madonna. 18 maggio 1527 La nuova chiesa viene aperta agli uffici divini.
  • 18 maggio 1527: la nuova chiesa viene aperta agli uffici divini
  • 22 febbraio 1539: Gerolamo Vascherio, Vescovo Guardense, la consacra dedicandola alla Natività di Maria SS.
  • 7 dicembre 1668: Soppresso l’ordine dei Gerolimini da Clemente IX il convento passa alla Compagnia di Gesù, che lo amplia. Vi apre le Scuole. Il Santuario continua a essere centro della devozione mariana cittadina.
  • 15 dicembre 1773: Soppressa la Compagnia di Gesù, Convento Chiesa e Santuario sono concessi dalla Repubblica Veneta al Comune che li tiene fino al 1815.
  • 4 novembre 1775: La chiesa è eretta dal Vescovo Nani a Parrocchia e il Rettore investito della cura d’anime.
  • 27 marzo 1806: Per ordine del governo viene soppressa la parrocchialità rimanendo la chiesa di Patronato Comunale alla diretta dipendenza dell’Ordinario.
  • 8 settembre 1886: Il Vescovo di Brescia Giacomo M. Corna-Pellgrini incorona solennemente la Sacra Immagine, alla presenza di Cardinali e Vescovi, tra cui il Vescovo di Mantova Giuseppe Sarto, che fu poi Pio X, oggi Santo; il Vescovo di Piacenza Mons. Scalabrini e il Vescovo di Cremona, Mons. Geremia Bonomelli.S. Giovanni Bosco, devoto della Madonna delle Grazie, impossibilitato a intervenire, mandò da Torino un gruppo di 30 cantori.
  • 30 maggio 1920: Giovanni Battista Montini, poi Papa Paolo VI, celebra la Prima Messa presso l’altare del Santuario.
  • 27 luglio 1936: In base al Concordato tra la S. Sede e lo Stato Italiano, Chiesa, Santuario e beni immobili passano dal comune all’Ordinario Diocesano. (***).
  • 31 marzo 1945: con decreto di S. E. Mons. Giacinto Tredici, Vescovo di Brescia, il Santuario e la Chiesa maggiore sono affidati alla Congregazione diocesana degli Oblati della S. Famiglia.
  • A. 1951: Chiostro e atrio sono ridonati alle forme originarie. La copia dell’immagine sacra è decorata di cornici marmoree.
  • 17 marzo 1961: La “Chiesa grande” viene elevata al rango di “Basilica Romana Minore” con decreto del Papa Giovanni XXIII, ora Santo, che ben conosceva il nostro Santuario per le frequenti visite da lui fatte quando era Nunzio Apostolico e Cardinale Patriarca di Venezia.
  • 26 settembre 1982: Nella sua visita Pastorale il Papa Giovanni Paolo II, ora Santo, ha visitato il Santuario nella memoria del Servo di Dio Papa Paolo VI.
  • 19 ottobre 2014: Beatificazione di Papa Paolo VI. Il Santuario Mariano diventa anche Santuario Montiniano.

(***) IL “Decreto” del Podestà che allora , come primo cittadino presiedeva il Comune di Brescia, non ha mai avuto esecuzione, senza essere mai stato abrogato. Nell’aprile 1999 per desiderio del Vescovo Mons. Giulio Sanguineti, accolto con favore dalle Autorità  Comunali, si sono riprese le trattative per risolvere la questione della “proprietà” di tutto il complesso del Santuario. Questo procedeva con forte impegno fra le due parti, per poter affrontare con urgenza i problemi gravosi del riordino della Basilica, del Chiostro e del Santuario. In data 16 aprile 2003, con Delibera della Giunta Comunale si sanziona il passaggio definitivo di tutto il complesso del Santuario alla Diocesi di Brescia. Delibera confermata con Atto Notarile avvenuto tra le parti: il Comune e il Santuario, il 22 maggio 2003.

Per una conoscenza più approfondita vedere la riedizione del 1980 di A. Fappani della storia del Santuario di Paolo Guerini in “MONOGRAFIE DI STORIA BRESCIANA” – Edizioni del Moretto, visibile al seguente indirizzo:

http://www.lombardiabeniculturali.it/dolly/oggetti/817/bookreader/#page/1/mode/2up

 

Visite importanti

Tre giovani sacerdoti, futuri Pontefici, sostarono in preghiera nel Santuario.

Papa Sarto - San Pio X

Papa Sarto - San Pio X

Nel 1886 vi furono grandiose feste per la incoronazione della Madonna delle Grazie. Tra i prelati presenti vi era anche il vescovo di Mantova Giuseppe Sarto, divenuto poi papa col nome di Pio X e canonizzato nel 1954.

A ricordo della presenza di S. Pio X, nel chiostrino fu posta una lapide nel XXV dell’incoronazione.

Papa Roncalli - San Giovanni XXIII

Papa Roncalli - San Giovanni XXIII

Da giovane prete Giuseppe Roncalli venne al Santuario nel 1913 per accompagnare il vescovo di Bergamo.
Frequenti furono poi le sue visite, tra le quali quella nel 1933 per la predicazione durante il Giubileo e il pontificale dell’8 settembre.

Fu lui ad elevare il Santuario e la Chiesa Maggiore a “Basilica Minore Romana” nel marzo del 1961, e la definì “centro e fulcro della pietà mariana di tutta la diocesi bresciana”.

Papa Montini - Beato Paolo VI

Papa Montini - Beato Paolo VI

Trasferitasi la famiglia Montini da Concesio a Brescia nel palazzo presso il Santuario delle Grazie, questo luogo divenne la meta abituale del piccolo Giovanni Battista fino alla soglia del Pontificato.
Frequentò le elementari presso il “Collegio Cesare Arici”, tenuto dai Padri Gesuiti, dove per la diligenza nello studio ricevette una medaglia di bronzo (1908); poi frequentò il “Liceo Arnaldo” e, maturata in lui la vocazione sacerdotale, intraprese a frequentare la scuola teologica del Seminario Vescovile da esterno: essendo cagionevole di salute assolveva allo studio stando a casa e facendo le pratiche di pietà giornaliere presso il Santuario delle Grazie, secondo l’orario fissatogli dal padre Giorgio Montini.

Ordinato sacerdote, il 30 maggio 1920 celebrò la Prima S. Messa all’altare della B. Vergine delle Grazie, indossando la pianeta ricavata dall’abito nuziale della madre Giuditta Alghisi.
Il discorso d’occasione, quasi profetico, fu tenuto dal prof. don Angelo Zammarchi (poi rettore del Seminario) sul tema: “Tu puer, propheta Altissimi vocaberis, praeibis enim ante faciem Domini, parare vias eius ad dandam scientiam salutis plebi eius…” (Lc 1,76-77) [traduzione: E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo, perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza…].

All’altare del Santuario celebrò ben 232 S. Messe: ricordiamo in particolare quella del 4 giugno 1923 prima di partire per la Polonia, quelle di un’intera settimana prima della sua nomina ad Arcivescovo di Milano.
Nel 1963 prima di partire per il Conclave, passò a pregare in Santuario. Nel 1975, durante l’Anno Santo, donò un Crocifisso dello scultore Manfrini, ora collocato nella Sacrestia.

Dopo la sua piissima morte, il suo segretario Mons. Macchi fece dono al Santuario della veste bianca e nera del Pontefice e di una casula di seta rossa che egli usava nelle solenni celebrazioni in S. Pietro.

 

(Notizie desunte da un articolo di P. Felice Murachelli su “La Voce del Popolo” del 24 settembre 1982 in occasione della visita di Giovanni Paolo II a Brescia).

Lo stemma della Basilica

Lo stemma della Basilica romana minore di Santa Maria delle Grazie in Brescia

Lo stemma si compone di:

  • l’ombrellino della Basilica coi colori oro e rosso;
  • le chiavi decussate (incrociate) d’oro e d’argento che incorniciano lo scudo o stemma;
  • nella parte superiore dello scudo, in campo azzurro vi è la corona Reale e il monogramma mariano che richiamano il titolo mariano della Basilica;
  • nel campo rosso dello scudo sono ripresi gli elementi dello stemma del Papa bresciano, Paolo VI – Giovanni Battista Montini – che nel Santuario attiguo alla Basilica celebrò la Sua Prima santa Messa.

 

Diamo di seguito una descrizione araldica più precisa dello scudo stesso:

  • Lo scudo è troncato (diviso) in due parti: nella prima parte, di colore azzurro, vi è il monogramma mariano sormontato da una corona reale, il tutto d’oro; nella seconda parte, di colore rosso, vi è il monte di sei cime all’italiana, accompagnato in capo da tre gigli male ordinati, il tutto d’argento.
  • Lo scudo è accollato alle due chiavi decussate d’oro e d’argento, con le impugnature verso il basso e gli ingegni in alto; all’ombrello basilicale, gheronato di rosso e di oro, e al sostegno di quest’ultimo.

 

Lo stemma della Basilica è stato sottoposto al giudizio delle competenti autorità ed approvato; sarà esposto, appena realizzato, sulla facciata della Basilica stessa, sull’ombrello basilicale e sul tintinnabolo (campanello).